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Controlli aziende cinesi, Brezzo (Cgil) accusa: "Così servono a poco"
TOSCANA - 11/10/2018 - Nel suo discorso al congresso provinciale della Filctem che lo ha confermato segretario, Brezzo ha proposto di "andare a Roma per far applicare a Inps, Inail e Dtl le leggi già esistenti. Regione e Comune hanno fatto il massimo per quanto di compete

Sono l'illegalità economica e lo sfruttamento del lavoro i nemici giurati di Prato e solo lo Stato può dare agli enti preposti al controllo gli indirizzi giusti per vincere questa difficilissima battaglia applicando le leggi che già esistono. Lo ribadisce più volte il segretario della Filctem Cgil di Prato (e da ieri anche di Pistoia) Massimiliano Brezzo, oggi, 11 ottobre, all'Art hotel nel corso del suo intervento al congresso provinciale che lo ha confermato alla guida del sindacato dei tessili e dei chimici. "A Prato ripristinare la dignità delle persone significa anche fare politica industriale. -ha affermato Brezzo- Prato deve vincere questa sfida o l'illegalità sconfiggerà Prato o almeno la Prato a cui teniamo. Noi della Filctem non lo permetteremo". Un forte proposito che si traduce subito in una proposta concreta per Roma: fare di Prato un progetto pilota per dare applicazione a leggi già esistenti sulla responsabilità solidale e caporalato che "costringano" Inps, Inail e Dtl a seguire procedure standard per il recupero dei contributi non versati e per la denuncia penale per caporalato di chi riduce in vera e propria schiavitù la forza lavoro. Si tratta soprattutto di aziende a conduzione cinese. Detto in altre parole, così come sono fatti i controlli alle aziende sono inutili sul fronte della lotta allo sfruttamento del lavoro che poi è l'aspetto che più danneggia l'economia sana. "A livello locale abbiamo dato il massimo delle nostre possibilità e competenze. - afferma Brezzo - Per la sicurezza in azienda, Regione e Comune hanno fatto un lavoro egregio che non ha eguali in Italia. Noi, da parte nostra siamo riusciti a far valere davanti a un tribunale il principio della responsabilità solidale tra terzisti e committenti e poi a inserire tale strumento nel contratto nazionale in accordo con le categorie artigiane anche in presenza di multi committenza applicando la ripartizione per fatturato. Da tempo chiediamo all'Inps di Prato di applicare questo principio che nelle Marche, ha permesso di stroncare la concorrenza sleale e addirittura di far riaprire imprese messe in ginocchio da chi sfruttando il lavoro riusciva a garantire prezzi più bassi. Fino a oggi i nostri appelli e inviti sono caduti nel vuoto. E' l'ora di andare tutti a Roma a chiedere e ottenere che le leggi già esistenti vengano applicate dagli organi competenti. Solo perseguendo lo sfruttamento del lavoro, il controllo diventa veramente efficace. Basti pensare che gli ultimi blitz a Cafaggio e a Oste hanno portato alla sospensione dell'attività per la presenza di lavoro nero solo per poche ore. All'imprenditore è bastato pagare le sanzioni per tornare di nuovo in attività già dal giorno dopo. Possiamo dire che fino a oggi controllare non è stato sinonimo di contrastare". Prosegue quindi la battaglia quotidiana di Filctem contro lo sfruttamento del lavoro. Una piaga che a Prato non si è mai arrestata e che anzi allargandosi ad altre etnie oltre a quella cinese, sta inglobando o distruggendo interi pezzi di filiera tessile del cosiddetto Made In.

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