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Sanità, carenza di personale al Santo Stefano. I sindacati: "Siamo al collasso"
TOSCANA - 12/10/2017 - Il blocco delle assunzioni legato ai tagli della Regione non si concilia con la necessità di smaltire il monte ferie che raggiunge picchi altissimi. Rispetto agli altri presidi ospedalieri c'è un infermiere ogni 14-16 pazienti

Un monte ferie altissimo da smaltire entro l'anno senza alcun interinale in sostituzione e di fronte al blocco delle assunzioni che si aggiunge a un cronico sottodimensionamento dell'organico a cui si cerca di porre rimedio con un continuo ricorso alla reperibilità. Questa in estrema sintesi la situazione del personale all'ospedale Santo Stefano denunciata dalle sigle sindacali Cgil Cisl e Uil che oggi, 12 ottobre, hanno lanciato la proposta di un piano straordinario su Prato e contemporaneamente chiesto un incontro al direttore generale dell'Asl Toscana Centro Paolo Morello Marchese. I dati disegnano efficacemente la carenza del presidio pratese rispetto agli altri all'interno della stessa azienda sanitaria. A Firenze (Careggi non è compresa) si ha un infermiere ogni 10 pazienti, Empoli si discosta di poco, mentre a Prato il rapporto è di uno a 14 che può raggiungere anche quota 16. Una coperta cortissima che fa a cazzotti con il progetto di ampliamento dell'ospedale per almeno altri 100 posti letto. Inutile comprare l'auto se non si hanno i soldi per la benzina. Questo il ragionamento dei sindacati: "Impossibile potenziare le strutture senza un adeguamento del personale. - afferma Massimo Cataldo della Cisl - Qui è a rischio la qualità del servizio. Noi siamo fiduciosi di una pronta convocazione, ma se ciò non dovesse avvenire siamo pronti allo stato di agitazione e allo sciopero". Secondo i sindacati per tornare a garantire la normalità nei reparti di degenza ci vorrebbero 23 operatori socio sanitari (oss) e 8 infermieri oltre a un piano di smaltimento ferie che preveda sostituzioni con interinali e riduzioni di posti proprio come avviene d'estate. "C'è chi ha anche 200 ore ferie da smaltire. - attacca Patrizia Pini della Uil - Non viene garantito neanche il recupero psicofisico a causa delle continue reperibilità. Inoltre hanno tagliato di 4 ore il servizio di portantinaggio (trasporto pazienti da un reparto all'altro) che per infermieri e oss significa assentarsi dal reparto". Nel 2016 in tutta l'asl sono andate in pensione 150 persone, solo in parte sostituite. Per il 2017 era programmato l'inserimento di 101 oss a tempo determinato ma i tagli della Regione hanno fatto scattare il blocco delle assunzioni che si aggiunge al taglio degli interinali. "I tagli non possono essere lineari, - afferma Simone Baldacci della Cgil - i territori hanno caratteristiche e necessità diverse. A Prato la situazione era già critica. C'è bisogno di un'attenzione particolare". Tra l'altro i sindacati hanno promosso una petizione per ripristinare la reperibilità su base volontaria. Da fine agosto a oggi le firme sono 213 tra oss e infermieri dei reparti di degenza.

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