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Isis, espulso albanese: viveva nel Grossetano. AiutòFatima-Maria Giulia a fuggire nel Califfato
TOSCANA - 16/05/2018 - Espulso per propaganda pro-Isis, un albanese residente nel Grossetano, che aiutò Maria Giulia Sergio, la prima foreing fighter italiana che viveva a Scansano, a fuggire in Siria per unirsi all'Isis

Di Maria Giulia Sergio, la prima foreign fighter schierata con l'Isis, che nel 2015 lasciò Scansano, in provincia di Grosseto dove viveva, per fuggire in Siria e unirsi al califfato, si dice che sia morta nel 2017. Notizia sulla quale è impossibile avere riscontri ufficiali. Quello che è certo è che adesso un albanese, residente ancora oggi nel Grosseto, è stato espulso per motivi di sicurezza del nostro Paese, proprio per i suoi collegamenti con Maria Giulia Sergio. Infatti, con un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, è stata eseguita l'espulsione di un cittadino albanese dal territorio nazionale per motivi di sicurezza dello Stato. Lo rende noto il Viminale. Con questa espulsione, la 44/a del 2018, sono 281 i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso espulsi, con accompagnamento nel proprio Paese, dall'1 gennaio 2015 a oggi. L'ultimo espulso che viveva in Toscana, è un 42enne albanese, regolarmente residente in provincia di Grosseto, già condannato nel febbraio del 2016 alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale, per aver promosso ed agevolato, insieme alla sorella, la partenza verso il teatro siro-iracheno della foreign fighter italiana Maria Giulia Sergio e del marito, con i quali condivideva l'ideologia jihadista del sedicente stato islamico. Le successive indagini delle Forze di Polizia, hanno evidenziato sia i suoi stretti contatti con un estremista macedone espulso nel novembre del 2015 per motivi di sicurezza dello Stato, e sia come avesse ospitato, nel 2014 presso la propria abitazione, un connazionale successivamente deceduto in Siria mentre combatteva per il Daesh. Per questi motivi, il ministro dell'interno, Marco Minniti, ha firmato il decreto di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato per il cittadino albanese che è stato rimpatriato, con accompagnamento nel suo Paese, con un volo decollato dalla frontiera aerea di Roma-Fiumicino con destinazione Tirana. Insomma, la propaganda dell'Isis non è debellata. Molti i contatti e i canali aperti. A Maria Giulia Sergio, porima della sua fuga verso la sua terra propmessa, per fare propaganda jihadista, furono addirittura aperti i canali dei grandi network televisivi. Poi l'italiama dell'Isis, una volta arrivata nel Califfato, è divenata una sorta di fantasma, ma la Digos di Milano l'aveva intercettata l'ultima volta nel luglio 2015 mentre cercava di convincere via Skype i genitori e la sorella a raggiungerla in Siria. Le comunicazioni partivano da Sed Forouk, una zona militarizzata dove si erge un'importante diga sull'Eufrate. I curdi l'hanno conquistata lo scorso anno, ma la diga era stata trasformata in centro jihadista con tanto di scuola religiosa per i bambini, i futuri mujaheddin chiamati «leoncini» del Califfo. La gente del posto ricorda il gruppo di miliziani albanesi del Califfo comandati da Abu Abdallah . Fra i suoi uomini c'era Aldo Kobuzi, il marito di Maria Gulia Sergio, che girava con il velo integrale e aveva assunto il nome islamico di Fatima Zahra come la figlia del profeta Maometto. Dopo la liberazione della diga, nel gennaio 2016, le tracce di Lady Jihad si sono perse nel nulla.

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