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Il Governo mette in mora Aferpi
TOSCANA - 20/04/2017 - Il Governo invia un atto formale a Cevital per l'inadempienza rispetto agli impegni presi per le ex Acciaiere di Piombino

Il Governo mette in mora Aferpi. Non ci sono avanzamenti significativi da parte di Cevital per le acciaierie Aferpi di Piombino e il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda al termine dell'incontro con il Governatore della Toscana enrico rossi, rappesentanti sindacali e degli enti locali, annuncia una lettera formale di denuncia delle inadempienze contrattuali. Con questo atto ufficiale il Governo intende sollecitare l'Azienda a riconoscere la prosecuzione, oltre il biennio che scadrà il prossimo giugno, delle attività di sorveglianza previste dalla Legge per le Amministrazioni Straordinarie. Se non venisse accolta questa richiesta - avverte il ministro - "non resterebbe che avviare la procedura di rescissione del contratto di cessione degli impianti sottoscritto a luglio del 2015". "Le indicazioni ricevute dall'azienda - si legge in una nota del ministero - non hanno purtroppo consentito di rilevare significativi avanzamenti sia per quanto riguarda i tempi di realizzazione dei nuovi impianti, sia per quanto concerne la copertura finanziaria dell'investimento". Il Ministro Carlo Calenda ha sottolineato che "la vicenda della acciaieria di Piombino è ad una svolta critica e mi auguro che la proprietà e in particolare il Signor Rebrab, comprenda che di tempo ne è trascorso troppo senza vedere alcun avanzamento del progetto siderurgico annunciato. Ora i lavoratori e le istituzioni devono avere certezze; non è più il momento delle vaghe promesse". "Il prolungamento del periodo di sorveglianza di almeno due anni rispetto al tempo di gestione straordinaria tuttora in atto - prosegue Palombella - è un'ipotesi avanzata dal ministro Carlo Calenda che condividiamo e che riteniamo sia da attuare al più presto. Il management di Cevital si è dimostrato inadempiente rispetto a quanto concordato con governo, istituzioni e sindacati sia dal punto di vista finanziario sia da quello dell'utilizzo della forza lavoro, sia per quanto concerne le produzioni stesse del sito siderurgico di Piombino. allo stato delle cose emergono più fatti connessi a inadempienze imprenditoriali che a motivi di sviluppo. Così non va". Anche Rossi concorda con l'iniziativa del Governo ma - dice - dobbiamo tentare di far arrivare i capitali necessari instaurando una trattativa tra Governi per sbloccare i fondi che Cevital dice di avere in Algeria e andare così a vedere le carte. Di fronte abbiamo una questione che riguarda il futuro di oltre 4 mila lavoratori, il cui peso sento anche sopra le mie spalle".

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