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Violenza sulle donne, nel 2017 raddoppiate le denunce di maltrattamenti in famiglia
TOSCANA - 14/02/2018 - Il dato è stato diffuso dalla questura che oggi, in occasione di San Valentino, ha portato in piazza Duomo la campagna contro la violenza sulle donne "Questo non è amore"

Sono raddoppiate rispetto all'anno precedente, le denunce per maltrattamenti in famiglia presentate alla questura di Prato nel corso del 2017. Il dato è stato fornito oggi, 14 febbraio, in piazza Duomo dalla polizia in occasione della campagna contro la violenza sulle donne "Questo non è amore" che si svolge ogni anno nel giorno di San Valentino per favorire l'emersione del fenomeno che nel 2017 ha portato a ben 62 denunce di cui 21 a piede libero, 17 allontanamenti dalla casa familiare e 2 arresti. Gli ammonimenti, misura preventiva che in genere anticipano la denuncia, sono stati 2. Per il reato di violenza sessuale le denunce sono state 10. Il 70% dei dati riguarda gli stranieri, che spesso a causa di una diversa visione del ruolo della donna, non hanno consapevolezza che quanto commesso è un reato. Probabilmente il raddoppio del numero delle denunce è da attribuire all'emersione del fenomeno legato al grande lavoro di sensibilizzaizone e informazione che viene fatto anche tra gli extracomunitari: "La componente straniera sta emergendo di più dato che le donne, integrandosi nel contesto sociale italiano - afferma Nicole Fetto, dirigente della Digos - si rendono conto che il loro ruolo è diverso da quello che viene dato nella loro società d'origine. La componente italiana comunque non va trascurata". Stamani personale specializzato della questura, un magistrato, un avvocato penalista, il centro antiviolenza La Nara e l'associazione Senza veli sulla lingua", hanno incontrato gli studenti alcune scuole superiori pratesi perchè la prevenzone parte dall'adolescenza. Aiutare i ragazzi a capire cosa è amore e cosa non lo è, non solo li aiuterà a crescere e a riconoscere eventuali situazioni a rischio, ma in certi casi è stato determinante per aiutare le proprie mamme a denunciare i maltrattamenti. La nota penalista Costanza Malerba sottolinea quanto importante sia il ruolo dell'avvocato nell'aiutare le vittime a denunciare e soprattutto a non tornare sui propri passi per paura, dipendenza economica e psicologica: "Siamo degli intermediari tra le forze dell'ordine e l'organo inquirente. Ed è importante che oltre agli aspetti legali, si sia in grado di fornire un'assistenza psicologica alla persona che spesso soffre di una manipolazione mentale tale che neanche si riconosce come vittima e vive isolata". Va precisato che il ritiro della denuncia non blocca il procedimento giudiziario in corso che prosegue d'ufficio. Per questo è importante che chi ha visto e sentito testimoni. Il sostituto procuratore Laura Canovai lancia un appello in questo senso: "Anche se la violenza è intrafamiliare, sicuramente c'è qualcuno che sa e che ha visto: un vicino, un parente, il medico, gli amici. Per fare processi efficaci e rapidi abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, della parte offesa e di chi gli sta intorno".

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