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Cassazione: PG chiede conferma della condanna a Schettino
TOSCANA - 20/04/2017 - Si è svolta stamani l'udienza nell'aula magna della Casszione

Conferma della condanna in appello a sedici anni e un mese di reclusione per Francesco Schettino. E' quanto ha chiesto il procuratore generale della Cassazione Francesco Salzano nell'udienza che si è tenuta stamani in Cassazione sul naufragio della Costa concordia avvenuto il 13 gennaio 2012 che causò la morte di 32 persone. Processo nel quale è imputato l'ex comandante, che non era presente in aula, condannato in primo e secondo grado. Salzano, oltre all'irrevocabilità di tutte le accuse, ha chiesto alla Suprema Corte di accogliere il ricorso del pg della Corte d'Appello di Firenze sulla configurabilità dell'aggravante della colpa cosciente nella previsione che nel naufragio ci sarebbero state vittime. Se la richiesta verrà accolta, ci sarà un appello bis con il rischio di aggravamento della pena già inflitta a Schettino. Alla cassazione hanno fatto ricorso, dopo la condanna in appello, sia la difesa di Schettino che, appunto, la Procura della Corte di appello di Firenze la quale riteneva troppo mite la pena inflitta. La richiesta della pubblica accusa, durante il processo fiorentino, fu di 27 anni di carcere. "Schettino - ha sottolineato Salzano nella sua requisitoria davanti ai giudici della Quinta sezione penale - era consapevole che sul lato sinistro della nave si trovavano ancora duemila persone, e che solo 1500 passeggeri erano scesi con le scialuppe di dritta perchè glielo aveva detto il personale di bordo: in quanto comandante, con posizione di garanzia, aveva l'obbligo di restare sulla nave fino all'ultimo, invece quando si calò sulla scialuppa sapeva che dietro di lui c'erano altri ufficiali rimasti sulla Concordia". Ufficiali con i quali Schettino non si tiene nemmeno in contatto radio. Furono invece i vigili del fuoco a salire a bordo, salvando 700 persone. Non solo di abbandono nave ha parlato il PG. Salzano ha ricordato come Schettino incurante di tutte le regole di navigazione abbia comandato "una rotta improvvisata senza conoscere i fondali" per poi mettere in atto una "manovra disperata con ordini impartiti così velocemente al timoniere Bin che nemmeno lui capiva". "E' stato - ha concluso - un naufragio di tali immani proporzioni e connotato da gravissime negligenze e macroscopiche infrazioni delle procedure" che non è possibile concedere le attenuanti all'ex comandante Francesco Schettino. La prossima udienza, e forse anche la sentenza, è fissata per il 12 maggio.

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