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Droga: traffico internazionale, 10 arresti in Toscana
TOSCANA - 20/03/2017 - Le indagini sono collegate all'omicidio di Giuseppe Raucci, assassinato nel dicembre del 2015 a Tirrenia (Pisa)

Cocaina dal Sud America che entrava per conto della 'ndrangheta calabrese dal porto di Livorno, destinata per lo più al territorio toscano. Guardia di finanza e carabinieri hanno scoperto il traffico internazionale di droga portando all'arresto dieci persone oltre a due misure interdittive e il sequestro di 134 chili di polvere bianca prima che finisse sul mercato. L'operazione denominata Akuarius 2 è il prosieguo di quella che nel giugno 2016 aveva mandato in carcere i responsabili dell'omicidio di Giuseppe Raucci, assassinio avvenuto a Tirrenia (PI) il 9 dicembre 2015, e la cui salma venne poi rinvenuta la mattina del giorno successivo in un parcheggio di Ginestra Fiorentina lungo l’uscita della FI.PI.LI. Un’operazione che ha toccato le provincie di Firenze, Livorno, Prato e Pistoia. Lo sviluppo dell’attività investigativa aveva accertato la presenza di una stabile organizzazione, con sede a Livorno, denominata Gruppo “PESCI”, avente il ruolo Hub del malaffare nell’ambito del Porto di Livorno. L’organizzazione si occupava di tutta la parte logistica ed organizzativa delle importazioni di sostanza stupefacente imbarcata su navi, provvedendo, con la partecipazione di personale portuale, tra cui guardie giurate, di far uscire fuori dagli spazi doganali la droga, senza particolari intoppi. Dopo gli arresti della prima operazione, gli investigatori si erano infatti concentrati su uno dei destinatari dei provvedimenti cautelari, sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Gli inquirenti sospettavano che a capo della predetta organizzazione ci fosse un soggetto sottoposto agli arresti domiciliari che, per la sua caratura delinquenziale, era l’unico in grado di interloquire, da pari, con i rappresentanti delle cosche calabresi in Toscana. Le indagini hanno poi permesso di accertare che lo stesso era al soldo delle cosche di Reggio Calabria, pagato mensilmente 20mila euro, allo scopo di mettere a disposizione la propria organizzazione, pronta ad entrare in azione, appena un nuovo carico di cocaina fosse entrato nella darsena di Livorno, con il compito di recuperare il carico di droga dal container sbarcato a Livorno e farlo poi uscire dal porto labronico. La svolta nell’indagine c'è stata monitorando gli incontri che il “capo” aveva avuto con alcuni soggetti, presso il cimitero dei lupi di Livorno. Incontri svoltisi tra le tombe del cimitero, passeggiando tra le lapidi, lontani da occhi ed orecchie indiscrete, giusto per rivelare il codice del container dove era occultata la droga. Stupefacente che è stato sequestrato. 134 kg di cocaina. I panetti, una volta immessi sul mercato, avrebbero fruttato all’organizzazione ‘ndranghetista, una cifra pari a circa 5 milioni di euro.

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